Il Covid-19 non fa distinzioni. Costringe tutti a rimanere a casa. Un contrappasso difficile da accettare per gli sportivi, coloro che fanno del movimento la propria massima espressione. È la situazione che stanno vivendo anche gli atleti di Fisdir, la Federazione dedicata alle persone con disabilità intellettivo relazionale.

La nostra regione rappresenta un cuore pulsante, sia a livello di numeri che di punte di diamante, con tanti atleti prestati alla Nazionale azzurra. Tutti ai box fino alle ferie estive, perché la Federazione ha annunciato lo stop fino a fine luglio (qui la circolare). Il primo evento in calendario è il Campionato italiano di tennistavolo, in programma il 5 e il 6 settembre a Catania, coronavirus permettendo.

Questo è il quadro nazionale – conferma Linda Casalini, consigliere federale –. In Lombardia vedremo se sarà possibile rimetterci in moto prima con qualche manifestazione promozionale, utile a ritrovarci e a toglierci la ruggine di dosso”.

Al centro del movimento ci sono gli atleti, non solo quelli d’alto livello abituati a competere su palcoscenici internazionali, ma anche la base, ragazzi per i quali lo sport è un vero toccasana. “In generale mi sembra che stiano reagendo bene – osserva la Professoressa Casalini –, ma ovviamente scalpitano. Il nostro Comitato regionale, grazie alla disponibilità di alcuni collaboratori, sta preparando e diffondendo delle ‘pillole di movimento’, un po’ di sano esercizio casalingo adatto a tutti”.

Come sta avvenendo in ogni altro ambito sportivo, gli atleti del giro azzurro sono in stretto contatto con i tecnici federali che forniscono indicazioni e schede d’allenamento. E pure i coach societari stanno aiutando i tesserati a mantenere la forma, per quanto possibile.

Nel drammatico momento che tutti stiamo vivendo, la tecnologia si sta rivelando una preziosissima alleata. Anche per i protagonisti dell’universo Fisdir che restano in contatto, si videochiamano e condividono messaggi di speranza sui social network. Realizzano video in cui si spronano a seguire le norme igieniche, partecipano alla campagna #DistantiMaUniti, mostrano i propri allenamenti e le proprie passioni, come ad esempio la cucina. E in una situazione così surreale, emerge una straordinaria normalità. Al cospetto di questo maledetto virus, se non altro, siamo tutti uguali.