FISDIR LOMBARDIA

L’edizione 2019 del Trofeo “Città di Seregno” di nuoto parla bresciano. È infatti la Polisportiva No Frontiere a primeggiare nella classifica generale del riuscitissimo evento andato in scena ieri (domenica 27 ottobre) nella piscina del complesso sportivo “La Porada”. Funziona, infatti, la nuova formula con la mattinata interamente dedicata al settore Promozionale e il pomeriggio riservato agli Agonisti del circuito regionale Nord Cup. I sorrisi dei quasi 200 protagonisti sono la miglior testimonianza del buon esito della manifestazione.

Alle spalle della squadra bresciana (nella foto) è bagarre tra i nuotatori dell’Oltretutto ‘97 di Malgrate (LC) e quelli della Polisportiva Bergamasca PHB. La spuntano i primi grazie a una manciata di punti. In generale, il livello appare sempre più alto, con almeno quattro prestazioni in evidenza: su tutte, spiccano i 50 dorso di Carmen Scianguetta (No Frontiere), ma si distinguono anche i comaschi Gianluigi Franchetto e Marco Di Silverio (Osha) nei 50 stile e Samuele Lupo (Vharese) nei 50 delfino.

Pure il Nuoto Club Seregno ha di che sorridere, non solo per l’apprezzata competizione allestita. I padroni di casa, capitanati dall’agonista di punta Massimiliano Brambilla, abbassano i propri primati in numerose occasioni. Lucia Colonna, in particolare, fa faville nei 25 metri stile. A chiusura dell’evento, il sodalizio presieduto da Roberto Dell’Orto ripropone la Staffetta Arcobaleno, con atleti con disabilità e normodotati a darsi il cambio. Una batteria entusiasmante, ciliegina sulla torta del meeting.

La Polisportiva Bresciana No Frontiere viene applaudita anche all’interno del palazzetto dello sport del complesso, sede di un torneo di basket in carrozzina vinto dal team di Vicenza. Il doppio appuntamento rientra nella tradizionale giornata dedicata allo sport paralimpico, sostenuta dal Comune di Seregno. Appuntamento al 2020 per un’edizione che, nell’anno del Giochi di Tokyo, promette sorprese.

Il giorno 26 ottobre 2019 a Saronno presso la Sala Consiliare Vanelli si è svolta la solenne cerimonia di conferimento della Civica Benemerenza “La Ciocchina”. Il premio è stato istituito nel 1994 con l’intento di riprendere lo spirito del gesto di riconoscenza che nel 1830 spinse i Saronnesi a erigere il monumento detto “La Ciocchina”. Allora il gesto voleva esprimere la riconoscenza della città e negli anni sono state premiate persone che non avevano ancora ricevuto adeguati riconoscimenti nei campi in cui si sono prodigate, dall’imprenditoria all’impegno sociale, dalla cultura allo sport.

Quest’anno tra i premiati figurava anche Chiara Franza con la seguente motivazione: “Quando il talento si coniuga con l’impegno e la dedizione di una ragazza determinata che ha trovato il supporto di una società votata alla formazione di atleti seguiti e accompagnati nella crescita non solo sportiva ma anche umana e personale. La sinergia dell’abnegazione di Chiara, con le capacità dei suoi allenatori, e la valenza della società Rari Nantes hanno reso realtà il sogno di questa ‘super ragazza’ che ad oggi detiene un medagliere mondiale veramente notevole. Ella è l’elemento trainante di un gruppo di atleti che gareggiano trasformando i risultati in stimoli di progressione. In particolar modo nel 2019 si è fregiata di titoli europei contribuendo a portare positivamente il nome della nostra città nel mondo”.

Ad accompagnarla al premio il presidente della Rari Nantes Saronno e presenti, oltre alla famiglia, tutti i tecnici della società e una rappresentativa degli atleti.

Autore: Rari Nantes Saronno

I nuotatori con disabilità intellettivo relazionale di Fisdir sono pronti a rituffarsi nella Nord Cup, il circuito regionale di nuoto dedicato agli Agonisti. Anche quest’anno il primo appuntamento dopo l’estate sarà con il Trofeo “Città di Seregno”. L’evento si svolgerà domenica (27 ottobre) nel complesso sportivo “La Porada” e rientrerà nella tradizionale giornata dedicata allo sport paralimpico, organizzata in collaborazione con il Comune della provincia di Monza e Brianza. In concomitanza con le sfide in piscina, nel palazzetto andrà in scena un torneo di basket in carrozzina.

In vasca, la regia sarà affidata al Nuoto Club Seregno. Si cimenteranno 198 atleti, portacolori di 16 società del nostro territorio. Ogni anno si registra il record di partecipazione, a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dal team di casa.

La mattinata, dalle ore 9.15, sarà riservata al settore Promozionale, mentre nel pomeriggio, dalle 14.15, scenderanno in acqua gli Agonisti. Ognuno dei due momenti sarà seguito da una premiazione dedicata. A fine giornata ci si sposterà nel palazzetto, dove le prime tre società classificate nel Trofeo verranno ulteriormente applaudite.

Ci sarà spazio per riproporre anche la Staffetta Arcobaleno: due nuotatori con disabilità e due normodotati faranno squadra in una sfida all’insegna dell’integrazione. Visto l’entusiasmo che nel corso degli anni ha accompagnato quest’esibizione, è lecito attendersi una ricca adesione e sfide spettacolari.

I nuotatori più tifati saranno proprio quelli dell’NC Seregno che parteciperà al Trofeo con 9 ragazzi. “Non possiamo ambire a ‘fare classifica’ – ammette il presidente Roberto Dell’Ortoma ognuno farà il possibile per migliorarsi. Tengo a ringraziare i nostri atleti, per l’impegno che mettono in ogni appuntamento del circuito, e l’amministrazione comunale che ci supporta”.

Una nuova stagione di calcio a 5 è alle porte per appassionati di casa nostra. Sabato mattina, a Busto Arsizio, prenderà il via il Torneo Interregionale Lombardia 2019-20.

Pubblichiamo la Comunicazione n° 1 dello staff tecnico regionale, contenente:
– suddivisione livelli delle Società;
– date delle giornate di gara, indirizzi dei Centri Sportivi e nominativi delle Società
organizzatrici;
– indirizzi mail e numeri cellulari dei responsabili/dirigenti delle Società;
– indirizzi mail e numeri cellulari dello staff FISDIR Calcio;
– calendario ufficiale FISDIR Calcio a 5 (gironi di andata e ritorno).

In bocca al lupo e buon divertimento a tutti!

Fisdir Lombardia è stata grande protagonista a Varese, nel weekend appena trascorso. La nostra delegazione ha partecipato alla Varese City Run, con tutti gli eventi ad essa connessi.

Nella mattinata di sabato (19 ottobre) è andato in scena un convegno d’alto livello, intitolato “L’esperienza sportiva della resistenza: dall’agonismo al supporto delle fragilità”. L’evento, cui hanno partecipato come relatori anche professori e ricercatori delle Università Statale di Milano, Cattolica e Insubria, era rivolto a studenti universitari, docenti e tecnici Fisdir. Per la nostra Federazione sono intervenuti, assieme ai tecnici del settore atletica, il consigliere nazionale Linda Casalini e il medico Alberto Clerici. L’appuntamento è stato sostenuto dall’Associazione Articolo Tre e da altre realtà del territorio.

A disposizione di Fisdir sono state messe anche due “postazioni”, nel Villaggio Sportivo di piazza Repubblica e all’interno del centro commerciale “Le Corti”.

Ieri mattina, spazio alla corsa vera e propria. I nostri ragazzi, circa una decina, si sono cimentati sulle tre distanze previste: 2,5 km, 5 km e 10 km. Della prova più lunga s’è fatto interprete il 21enne Gabriele Parisi, temerario e pure veloce. Il maltempo ha trasformato la prova in una vera e propria impresa che tutti, non senza difficoltà, sono riusciti a portare a termine anche grazie all’impegno dei nostri volontari, con Roberta Anselmi e Marco Caccianiga in testa.

L’ultimo giorno è un trionfo per i colori azzurri della nostra Nazionale che compie un’impresa incredibile a Brisbane, chiudendo gli Inas Global Games 2019 con un totale di 25 medaglie: 6 ori, 9 argenti e 10 bronzi.

Tutti gli sport vanno a medaglia con il nuoto capace di conquistarne 6 (3 argenti e 3 bronzi), l’atletica di vincerne 7 (4 ori, 1 argento e 2 bronzi), il taekwondo 1 argento e il canottaggio addirittura 11 (2 ori, 4 argenti e 5 bronzi).

Il Capo Delegazione Gaspare Majelli commenta con queste parole la spedizione azzurra in Australia: “Ringrazio tutti i ragazzi per le straordinarie prestazioni che hanno contribuito a rendere unica questa esperienza. Eravamo partiti con piccole ambizioni che, con il passare dei giorni, si sono trasformate in grandi certezze. Il mio plauso va a tutti i tecnici, i dirigenti oltre che ai protagonisti perché con il loro lavoro e i loro sacrifici ci permettono di tornare in Italia con un carico di 25 medaglie. Grazie a tutto lo staff presente qui a Brisbane, un lavoro oscuro ma necessario per permetterci di vivere un’esperienza che ricorderemo per sempre”.

Nell’ultimo giorno di gare a Brisbane l’atletica leggera compie un’autentica impresa conquistando 2 ori, 1 argento e 2 bronzi. Ndiaga Dieng, dopo l’affermazione nei 1500, vince in grande stile anche gli 800 metri, dominati dall’inizio alla fine dove l’italiano, proprio nell’ultima curva, si concede il lusso di uno scatto che lo fa arrivare al traguardo sollevando le mani al cielo e fermando il cronometro a 1’54’’36. L’altro oro lo conquista la staffetta 4×100 composta da Gaetano Schimmenti, Ruud Koutiki, Mario Bertolaso e Raffaele Di Maggio; i quattro alfieri azzurri non si accontentano di vincere il titolo mondiale ma addirittura infrangono il primato mondiale (dopo aver due settimane fa frantumato il primato europeo) fissandolo a 43’’26. Di Maggio e Koutiki firmano una splendida doppietta sui 200 metri, vincendo rispettivamente argento e bronzo, mentre la chiusura finale è della 4×400, vincitrice del bronzo.

Il canottaggio supera le 10 medaglie, arrivando a quota 11 complessive di disciplina. Francesco Di Donato concede il bis, vincendo l’oro al remoergometro sui 100 metri dopo il titolo nei 2000 di ieri. La squadra azzurra si conferma di livello assoluto strappando un importante argento nella 4×500 grazie alle lombarde Elisabetta Tieghi e Serena Giorgetti, a Di Donato e ad Ahmed Hmoudi.

Pierangelo Ariberti, tecnico della FIC, commenta con queste parole l’esperienza: “E’ stata un’esperienza fantastica in un Paese meraviglioso. Ci siamo sentiti a casa. A livello sportivo devo dire che è stato un piacere lavorare con una grande squadra, una grande federazione, al pari di quanto accaduto a Parigi in occasione dei Summer Games. Portiamo a casa il massimo in termine di risultati e per questo devo ringraziare gli allenatori dei ragazzi che a casa fanno un lavoro straordinario. Sono super felice dei risultati, ora cerchiamo di festeggiare, ce lo meritiamo“.

Domani la cerimonia di chiusura.

MEDAGLIERE: 6 ori, 9 argenti, 10 bronzi

Nuoto
Kevin Casali – Argento 800 stile Cat. II1
Matteo Falchi – Argento 50 stile libero Cat. II3
Matteo Falchi – Argento 100 100 farfalla Cat. II3
Matteo Falchi – Bronzo 200 stile Cat. II3
Matteo Falchi – Bronzo 100 stile Cat. II3
Matteo Falchi – Bronzo 50 rana Cat. II3

Atletica Leggera
Raffaele Di Maggio – Oro 100 metri Cat. II1
Dieng Ndiaga – Oro 1500 metri Cat. II1
Raffale Di Maggio – Argento 200 metri Cat. II1
Ruud Koutiki – Bronzo 200 metri Cat. II1
Dieng Ndiaga – Oro 800 metri Cat. II1
Staffetta 4×100 – Oro
Staffetta 4×400 – Bronzo

Taekwondo
Michele Cianciotto – Argento

Canottaggio
Francesco Di Donato – Oro 2000 m. indoor Cat. II1
Francesco Di Donato – Oro 1000 m. indoor Cat. II1
Elisabetta Tieghi – Argento 1000 m. Cat. II1
Ahmed Hmoudi – Argento 1000 m. Cat. II1
4X on water + Cox – Argento 1000 m.
Elisabetta Tieghi/Serena Giorgetti – Bronzo 500 metri Cat. II1
4X on water + Cox – Bronzo 500 metri Cat. II1
Elisabetta Tieghi – Bronzo 500 m. Cat. II1
Serena Giorgetti/Ahmed Hmoudi – Bronzo 500 metri outdoor
Ahmed Hmoudi – Bronzo 500 m. indoor Cat. II1
4×500 indoor – Argento

I nuotatori con disabilità intellettivo relazionale della Polisportiva Bresciana No Frontiere stanno vivendo un’esperienza particolarissima, che li sta appassionando e li sta aiutando anche in vasca. Vediamo di cosa si tratta nel racconto di Albino Marognolli, responsabile tecnico del settore DIR della società bresciana.

Il progetto nasce qualche anno fa come esperienza momentanea, ma che ha trovato corpo e piena attuazione a supporto della preparazione degli atleti di nuoto agonistico del settore DIR della Polisportiva Bresciana No Frontiere.

L’esigenza manifestata e sentita da tutti i ragazzi agonisti di aumentare le sedute di allenamento mi ha portato a pensare di doverli sostenere attraverso uno stimolo nuovo che potesse migliorare la concentrazione, il controllo della respirazione, l’elasticità muscolare, l’ampiezza articolare e la conoscenza più profonda del proprio corpo, al fine di ottenere un gesto tecnico in acqua più sciolto, efficace e produttivo con la convinzione che questa attività si rifletta positivamente anche sull’efficacia dell’attività condizionale.

Ho chiesto ad un amico, Pierpaolo Lombardi, maestro di yoga (lui si definisce facilitatore di yoga e meditazione) ma anche terapeuta in riflessologia plantare, craniosacrale biodinamica, corpocoscienza, di entrare in collaborazione con la nostra polisportiva applicando la disciplina ai nostri ragazzi in modo dedicato.

Quindi abbiamo pensato di chiamare il progetto “Yoga Training”, proponendo una seduta settimanale di un’ora seguita poi da una seconda ora di trasformazione in acqua.

Di seguito, invece, pubblichiamo la relazione di Pierpaolo Lombardi.

Quando nel 2014 mi fu proposto di lavorare per la prima volta con la “Polisportiva Bresciana No Frontiere” ero alla mia prima esperienza come insegnante di Yoga. Non mi era perciò ancora ben chiaro come proporre ad altri una disciplina che già da 10 anni praticavo in maniera costante ma come “allievo”. Quello che però mi era molto chiaro è che lo Yoga, per quanto da molti considerato solo un’attività di tipo spirituale, ha un ottimo approccio corporeo per qualsiasi essere umano, anche affiancabile a qualsiasi tipo di attività, sportiva e non.

Si parte da lì: dal portare il corpo in determinate pose, in forma statica o dinamica, in forma semplice o complessa. Questo non può far altro che, con la costanza, rendere il corpo tonico, sciolto, aperto, flessibile, agile. E tengo a sottolineare che non si tratta solo di stretching. Questo perché la tonicità non è affatto un aspetto secondario e l’eccessivo allungamento muscolare può essere un problema piuttosto serio per le articolazioni.

La cosa che ho capito fin da subito è che il fatto di portare lo Yoga a persone con disabilità non è mai stato un problema, anzi, mi ha permesso di far capire e capire io per primo ancora meglio il messaggio fondamentale di questa disciplina, e cioè che ciascuno di noi, dal punto di vista fisico e ancora di più mentale, può avere delle aperture e delle chiusure, dei limiti e delle potenzialità che possono essere viste, sciolte, sviluppate.

L’approccio di oggi e di allora è sempre lo stesso: accedere alle possibilità di ciascuno da più punti di vista, integrandoli: respiro, lavoro fisico, concentrazione. Lo Yoga insegna a respirare in maniera completa, utilizzando tutti gli “accessori” a nostra disposizione: diaframma, cassa toracica, muscoli intercostali, clavicole. Questo permette di affrontare meglio qualsiasi attività, da quella sportiva a quella lavorativa aiutandoci anche a percepire come il respiro è un metro di misura del nostro stato mentale ed emotivo.

Il lavoro corporeo attraverso le posizioni (asana) è un completo, non riferito solo ad un ambito muscolare o ad una parte del corpo. Per lo Yoga è fondamentale il concetto di tensegrità, e cioè che nel corpo ogni distretto è perfettamente connesso e interdipendente, in un continuo gioco di tensione e rilascio, di compressione e di rilassamento (come d’altronde ci insegna il modello meccanico muscolare) e quindi l’approccio con le posizioni permette di lavorare, anche se in maniera specifica sulle anche ad esempio, o sulle spalle, con tutto il corpo, con tutti i suoi distretti. L’unione di questi due punti di vista, respiro e fisico comporta un certo grado di attenzione, di concentrazione e quindi anche la mente è estremamente attiva ed attenta. Ci sono poi esercizi specifici che portano ad una modalità rilassata e perché no, meditativa proprio durante quelli che sembrano all’apparenza semplici esercizi fisici.

Tutto quanto detto finora fa capire come davvero lo Yoga può diventare parte integrante di una qualsiasi attività umana, specialmente se di tipo competitivo e sportivo, sia perché migliora l’attività muscolo-scheletrica, sia perché porta ad uno stato mentale rilassato e concentrato per affrontare ogni contesto sociale, specialmente dove la competizione può generare situazioni di stress o di fatica.

Cosa facciamo durante una sessione di Yoga? In un primo momento ci si rilassa, respirando, abbandonando il corpo e la mente per ammorbidirli e prepararli ad una successiva fase attiva e di movimento. La seconda fase comprende un lavoro fisico, statico se si vuole lavorare sul potenziamento e sulla tonicità muscolare, dinamico se si vuole accedere all’agilità e alla fluidità articolare. Esercizi specifici di concentrazione aiuteranno poi l’atleta a focalizzarsi sul respiro e sul momento presente partendo dal corpo che è lì, ora, allontanando così tensioni dovute a pensieri, preoccupazioni, paure.

Questo è lo Yoga, questo è l’apporto che questa straordinaria disciplina può dare ad un’attività come il nuoto ad esempio, specialmente se praticato in maniera agonistica. Assolutamente accessibile a chiunque, con qualsiasi modalità fisica, mentale, emotiva.

Giornata da ricordare al Garden Sporting Club di Cislago, in provincia di Varese. La decima edizione del “Memorial Giulio Soprani” di dressage è stata spettacolare, grazie alle esibizioni dei 50 atleti e dei cavalli protagonisti del concorso, ma non solo.

L’evento è stato un successo sul piano organizzativo, su quello sportivo e, non meno importante, dal punto di vista umano. Anche quest’anno, amazzoni e cavalieri con disabilità (intellettivo relazionale e fisica) e normodotati hanno gareggiato assieme. Differenze e barriere sono state annullate, in un’atmosfera di assoluta normalità. Ed è questa la vittoria più bella per la manifestazione targata Agres Onlus, con Alessandra Cova in cabina di regia.

A vincere il trofeo è stata Giorgia Cerimedo, atleta ipovedente, grazie a una prestazione sfavillante: il suo punteggio, 68%, è stato nettamente il migliore. La tenace 23enne dell’Agres ha preceduto in cima al podio un altro padrone di casa, Vittorio Grampa, cavaliere con disabilità intellettivo relazionale che ha firmato un bel 65,5%.

Prima delle premiazioni, cui ha partecipato anche il presidente del Comitato Paralimpico lombardo, Pierangelo Santelli, c’è stato spazio per un’esibizione a sorpresa: quella dell’Ippocampo Riding Club che ha portato in scena uno spettacolo equestre intenso, divertente ed emozionante. In linea con lo spirito inclusivo della giornata, come assistente è stato scelto proprio Grampa.

Quest’ultimo, così come gli altri protagonisti con disabilità intellettivo relazionale, si sta preparando per il Campionato italiano Fisdir di dressage, in programma nel primo weekend di novembre a Pontedera, in provincia di Pisa.

Il “Memorial Giulio Soprani” di equitazione si prepara a festeggiare una ricorrenza speciale. L’edizione 2019, infatti, sarà la decima. “Non è più un evento, ma una realtà consolidata”, commenta Alessandra Cova, responsabile organizzativa dell’ormai tradizionale appuntamento del Garden Sporting Club di Cislago, in provincia di Varese.

Domenica (13 ottobre) la parola d’ordine sarà la stessa di sempre: inclusione. Nel concorso regionale di dressage s’esibiranno fianco a fianco amazzoni e cavalieri normodotati, con disabilità fisica e intellettivo relazionale. E, nelle gare in cui è possibile, verranno stilate classifiche unificate. Dunque, verrà riproposta la riuscitissima formula dello scorso anno, un esperimento che ha fatto scuola e che è stato preso a modello da altre competizioni in tutta Italia.

I partecipanti saranno 30, in buona parte atleti con disabilità intellettivo relazionale, rappresentanti dell’Agres padrona di casa, della Sogni & Cavalli di Pavia e della Bramasole di Somma Lombardo. Alle ore 10.30 andrà in scena la consueta cerimonia inaugurale, con il lancio di palloncini nel ricordo di Giulio Soprani, persona cara all’Agres. Poi, via al concorso che si concluderà nel pomeriggio e che sarà seguito, dopo le 17, dalle premiazioni. “Non mancheranno le sorprese per celebrare questo compleanno nel migliore dei modi”, assicura Alessandra Cova.

Martedì 8 ottobre andrà in scena la 99esima edizione della Tre Valli Varesine, prestigiosissima corsa ciclistica cui parteciperanno i migliori corridori al mondo. Non possiamo che gioire alla notizia che una stella del nostro movimento farà da madrina alla partenza dell’evento, a Saronno. Si tratta di Chiara Franza, nuotatrice della Rari Nantes reduce dagli Europei Dsiso di Olbia, dove ha conquistato tre ori e un argento nelle staffette e un bronzo individuale.

Chiara è stata scelta come testimonial da Saronno Servizi Ssd – azienda speciale del Comune di Saronno che fa da main sponsor alla Tre Valli -, assieme ad Annamaria Mazzetti, olimpionica di triathlon, anch’ella di stanza alla piscina comunale di via Miola. Le due atlete interverranno nell’ambito dell’attesa presentazione delle squadre, in programma in piazza Libertà alle 11, un’ora prima della partenza della gara. Il momento dedicato a Franza e Mazzetti è intitolato “Saronno Servizi Ssd ama lo sport: i valori dello sport attraverso i testimonial sportivi del nostro territorio”.